Premio Letterario

"Giovanni De Murtas”

 

   

  

 

Progetto istitutivo

         Presentato il 06 aprile 2003, durante la commemorazione svoltasi nella sede della Biblioteca Comunale di Ulassai, alla presenza delle maggiori autorità locali, della stampa, e della dirigenza regionale del PDCI. 

 

 

 

Presentazione

 

 

 

La Associazione Culturale “Sa perda e su entu”,  intende con il presente progetto, presentare l’istituzione di un premio letterario rivolto alle nuove generazioni teso a promuovere una attenzione più consapevole e profonda al reale che sia base per un rinnovato impegno civile e democratico dei giovani spesso distanti dai problemi del paese ed apatici verso i grandi avvenimenti politici e culturali del nostro tempo.

Il premio letterario, rivolto precipuamente agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, è stato, per volere unanime dell’intero direttivo dell’Associazione, ma anche dando espressione e consistenza ad un desiderio collettivo manifestato dall’intera popolazione di Ulassai, fortemente dedicato alla memoria di un grande uomo, un politico fine e intelligente, coerente, sincero con se stesso, con gli elettori e con il difficile compito che il destino lo ha chiamato a compiere: un nobile figlio di Ulassai, l’onorevole Giovanni De Murtas.      

A tre anni dal quel tragico primo aprile del duemila, quando il giovane deputato del PDCI, con la macchina piena di materiale elettorale, si schiantava contro un albero sul ciglio della strada, è ancora vivo ed intenso il ricordo dei numerosi amici, di tutti coloro che lo hanno conosciuto, amato e rispettato, dei molti operai, studenti e gente comune che gli hanno affidato i loro sogni e le loro speranze, il loro desiderio di riscatto, ma anche da parte di coloro che, pur avversari politici, ne hanno sempre apprezzato la grande lealtà e correttezza anche nel confronto politico ed ideologico,  spesso acceso ma sempre sorretto ed animato da un concetto alto di politica.

Ci sono state, nel passato, altre grandi personalità ed illustri concittadini che hanno dato onore e lustro al paese di Ulassai: Monsignor Depau, vescovo d’Ogliastra, in ambito religioso, Francesco Cannas, procuratore generale, nel campo giuridico, ma sono personaggi lontani, ormai sbiaditi nella loro grandezza ottocentesca, troppo distanti dalla memoria collettiva e dalla realtà in cui viviamo. Giovanni De Murtas è invece un contemporaneo che ha sempre vissuto nel paese, col paese, è sempre appartenuto e sempre apparterrà ad esso. Se anche i suoi numerosi impegni istituzionali, spesso, lo costringevano a recarsi lontano, poi, con sempre rinnovato amore e piacere si rituffava avidamente nel proprio paese, quasi per rigenerarsi, per assorbirne linfa vitale. Ulassai era il suo paese, a cui era profondamente ed intimamente legato, nel quale aveva vissuto la propria giovinezza, del quale conosceva tutti, ogni pietra, ogni viuzza, ogni più piccolo angolo. E questo premio vuole essere il modesto ma sentito e sincero ringraziamento, che un intero paese vuole tributare ad un suo figlio. Nella assoluta certezza che neanche la morte, con la sua dura ed impietosa assolutezza,  può spezzare un legame così forte e intenso. Perché la memoria, il dolore ma anche l’amore, il rispetto e l’orgoglio possono continuare a vivere e trionfare, anche oltre i confini invalicabili dell’esistenza.    

         Assistiamo spesso ad importanti premi, riconoscimenti e manifestazioni dedicate ai personaggi più vari, non di rado di indubbia esemplarità e valore sotto il punto di vista culturale, sociale e professionale, ma talvolta lontani, come origine, esperienza di vita ed impegno, e troppo distanti dalla quotidianità della maggior parte della gente comune. Questo, se vale per l’Italia in senso lato, è valido soprattutto per l’Ogliastra, montuosa ed isolata regione del centro Sardegna, attraversata, quando lo è, solo marginalmente ed in maniera superficiale dai grandi avvenimenti sociali che spesso si avvertono e scuotono il  resto del continente.

Come una sorta di lontana provincia dell’Impero, anche nei vari gradi delle istituzioni scolastiche, i nostri ragazzi, studiano e si rifanno all’esempio di innumerevoli ed insigni personaggi che appartengono a periodi lontani, a realtà sociali, politiche e culturali distanti enormemente dalla loro vita quotidiana spesso ignorando invece l’esistenza e l’esempio di loro concittadini che hanno, con capacità ed esemplarità non comuni, ricoperto cariche di altissimo livello e svolto attività di estrema importanza. E se è vero che la globalizzazione planetaria ha convinto quasi tutti che non esistono più distanze tra le nazioni e le civiltà, rimane pur sempre fondamentale, a nostro avviso, un senso profondo di appartenenza culturale tra un singolo ed un popolo, tra un singolo ed il suo popolo, un legame intimo, forte, e per certi  versi indissolubile, tra un uomo e la sua  terra, un sentire condiviso di valori ed idealità propri di un matrice comune. 

 

 

Biografia essenziale di Giovanni De Murtas

 

Giovanni De Murtas nasce ad Osini il 7 agosto 1957 ma vive gran parte della sua giovinezza ad Ulassai dove intrattiene legami di profonda amicizia con i coetanei locali e dove vivono gran parte dei suoi parenti. Frequenta le scuole superiori nel vicino liceo scientifico di Jerzu dove si diploma a pieni voti nel 1976.

Impegnato attivamente nei movimenti studenteschi fin dai primi anni settanta muove i suoi primi passi nel mondo politico partecipando direttamente alla creazione del PDUP (Partito Di Unità Proletaria) dove svolte una importante attività di coordinamento e direzione. In tale contesto profonde gran parte della propria energia creativa e militante nei cosiddetti “Collettivi di Base” considerati, a tutti gli effetti, la prima importante ed autentica palestra politica e sociale nel quale il giovane De Murtas da subito prova di possedere quelle doti di impegno e di capacità che gli consentiranno in pochi anni di percorrere le tappe di una carriera ad altissimo livello.      

Si iscrive nel 1976 nella facoltà di Lingue e Letteratura Straniera, presso l’Università degli Studi di Cagliari, dove continua il proprio impegno militante dell’ambito di un nuova formazione politica chiamata DP (Democrazia Proletaria), e si riconosce prevalentemente nel vasto movimento studentesco particolarmente attivo in quegli anni.

Completato il corso di studio universitario nel 1982, si laurea a pieni voti con una tesi su Roland Barthes e, sebbene continui incessantemente il proprio impegno in ambito politico, si dedica da subito e con particolare entusiasmo a quell’occupazione verso la quale si era sempre sentito attratto: l’insegnamento. Sono anni intensi ed essenziali per la formazione umana dell’insegnante De Murtas  chiamato a svolgere il proprio ruolo di docente di lingua straniera in numerosi istituti superiori della provincia di Nuoro.

Questo continuo viaggiare, essere quotidianamente in contatto diretto con la gente e con le diverse aree di un territorio povero e depresso gli consentiranno di maturare ed acuire, ancor di più, la propria sensibilità ed attenzione umana e politica verso le problematiche reali delle zone interne dell’Ogliastra e del Nuorese, in una compartecipazione autenticamente sentita e vissuta alle difficoltà oggettive di un territorio angustiato da secoli di ritardo ed abbandono. Fondamentale, in tale frangente, fu il suo impegno per la costituzione dei Cobas Scuola.

Fu un periodo di autentica formazione umana oltreché politica assolutamente fondamentale per acquisire coscienza e consapevolezza sul valore autentico e reale dei problemi “veri” di quella popolazione che anni dopo avrà il compito di rappresentare ai massimi livelli istituzionali.

E’ nostra convinzione che fu proprio questo periodo o meglio il ricordo vivo del contatto sincero ed autentico con gli studenti, i colleghi, le famiglie, la gente comune di questi anni il serbatoio ricchissimo di umanità a qui attingerà abbondantemente negli anni del proprio impegno parlamentare. E questo è ciò che, in verità, auguriamo, di cuore, a molti politici attuali che spesso espertissimi di sottigliezze accademiche e procedure giuridiche e partitiche di palazzo, non di rado scordano o dimenticano il contatto diretto che dovrebbe unirli verso coloro dai quali hanno avuto la fiducia e l’investitura rappresentativa.

Il lavoro di insegnamento e la passione politica di quegli anni non assorbono completamente il futuro deputato che trova anche il tempo di impegnarsi nel Gruppo Speleo-Archeologico “N. Businco”, istituito ad Ulassai e con il quale parteciperà a numerose escursioni ed iniziative di analisi e ricerca sul territorio.

I grandi stravolgimenti sociali e politici seguiti alla caduta del muro di Berlino, al crollo del regime sovietico ed allo sfaldamento dei tradizionali blocchi geo-politici mondiali, e che portarono, per le vicende note, allo scioglimento del PCI ed alla fondazione del PDS, videro Giovanni De Murtas confluire nelle file del Partito Della Rifondazione Comunista.

La militanza politica ed il consueto impegno di quegli anni epocali lo portarono a ricoprire la carica di Segretario della Federazione di Nuoro.

Arriviamo alle elezioni del 1994 ed i vertici del partito individuano e circoscrivono per i vari candidati le aree geografiche nelle quali chiedere la fiducia popolare. Tutti i collegi nei quali si presume di ottenere una facile e probabile affermazione di voto vengono assegnati a candidati affermati. Rimane vacante solo una zona particolarmente difficile: il collegio n. 6 della Sardegna, nel quale, secondo i sondaggi, si è certi di non ottenere molto consenso. Si tratta di una sconfitta sicura ed il partito non sa proprio a chi assegnare il difficile compito di candidato che sa bene di non avere molte possibilità di successo.  

Ancora una volta Giovanni De Murtas, totalmente scevro da egoistiche ambizioni personali, dimostra la propria dedizione ad una politica autentica, fatta di alti valori ideali e lontana da certa attuale ricerca ossessiva del successo a tutti i costi.

 Ma, come spesso accade, le previsioni iniziali si dimostrarono completamente errate. Il Partito della Rifondazione Comunista perdette clamorosamente in alcuni collegi ritenuti “sicuri” ed ottenne una grande acclamazione proprio in quell’area così difficile data per perdente. Con grande meraviglia ed incredulità dello stesso candidato, Giovanni De Murtas diventa parlamentare della Repubblica Italiana presso la Camera dei Deputati.

Nella veste di membro della Commissione Parlamentare Industria si occupa attivamente dei problemi della Cartiera di Arbatax e della realtà mineraria del Sulcis.

         Rieletto nel 1996 è chiamato a far parte della Commissione sulla Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, e della VII Commissione Cultura dove si distingue per il proprio impegno nella riforma della scuola pubblica.

         A fine ’98, dopo la crisi del governo Prodi, si consuma la scissione all’interno del Partito Della Rifondazione Comunista. In tale frangente l’on. De Murtas da prova di autentico spirito unitario cercando, fino all’ultimo, di ricucire lo strappo venutosi a creare nel suo partito in cui credeva fortemente. Nonostante numerosi tentativi, per riavvicinare le varie posizioni, è costretto ad arrendersi a malincuore alla ineluttabilità della scissione e, si schiera col gruppo cossuttiano che darà origine al Partito Dei Comunisti Italiani. Nel PDCI ricopre la carica di segretario provinciale prima e regionale poi.

         Il 1 aprile 2000, nel pieno vigore del proprio impegno sociale, di ritorno da Cagliari dopo un ennesimo incontro politico, al Km. 24 della strada 125, l’on. Giovanni De Murtas si schianta contro un albero sul ciglio della strada. Termina tragicamente la vicenda umana e politica di un uomo che ha dedicato, disinteressatamente e con umiltà, l’intera esistenza al progresso democratico e civile della propria nazione nella difesa e nel rispetto delle idee di uguaglianza, di giustizia e di progresso in cui credeva e per cui aveva sempre combattuto.

   

Motivazioni

         Perché dedicare questo premio a Giovanni De Murtas?

La prematura scomparsa del deputato ulassese ha turbato profondamente la comunità ogliastrina e non solo. A tre anni di distanza dalla sua tragica morte è ancora vivissimo il ricordo tra coloro che lo hanno conosciuto ed, ancor di più, si sente la mancanza di una esistenza interamente dedicata ai valori autentici e supremi della civiltà, della democrazia, della “Politica” con la “P” maiuscola intesa come missione civile lontana dalla volgare grettezza degli interessi personali e partitici ma volta al benessere pubblico per un miglioramento collettivo della vita di tutti e soprattutto delle fasce più deboli ed emarginate della popolazione.

Ecco perché l’Associazione Culturale “Sa perda e su entu” ha deciso, con questa iniziativa, di non dimenticare, non relegare l’esempio di un impegno umano e civile esemplare nel limbo ingrato dell’oblio. Perché i valori e gli ideali supremi su cui l’on. De Murtas ha fondato la propria vita non siano stati invano, appiattiti dall’indifferenza, dal disimpegno, dall’intolleranza, da una politica meschina, miope e arrivista che contraddice la sua più intima essenza di servizio pubblico, di attività ed impegno disinteressato al servizio degli altri.   

         Ecco perché, anche, un premio letterario, uno strumento squisitamente didattico, un mezzo privilegiato di crescita umana, sociale e civile che ben si addice ad un uomo che della scuola, del suo progresso, dell’innalzamento della cultura altrui, ha fatto la propria bandiera politica e professionale. Uno strumento per insegnare ai nostri ragazzi il valore più autentico di una esistenza sempre e comunque al servizio degli altri, perché colgano l’insegnamento che solo con la propria personale abnegazione, con il nostro, magari piccolo ma fondamentale, impegno possiamo far sì che prevalgano quelli che sono gli aspetti più alti e nobili di una civiltà che spesso confonde e travalica il confine tra l’umano ed il belluino. 

In una società sempre più cinica, caratterizzata da un arrivismo freddo, privo di regole e di freni etici e morali, volta esclusivamente al raggiungimento ad ogni costo di beni e valori effimeri e vuoti, si è persuasi che l’esempio di un uomo autentico che ha dedicato tutto se stesso, fino al sacrificio più estremo, alla difesa ed al progresso di ciò in cui credeva possa essere il più bel dono che si possa fare ai nostri ragazzi sempre più soli, perennemente indecisi, privi di valori autentici, ideali forti e certezze di riferimento.

Questo, a nostro avviso il significato profondo ed autentico che vogliamo assegnare alla nostra iniziativa, interpretare la vicenda umana e politica del deputato ogliastrino come messaggio ed insegnamento rivolto alle nuove generazioni per un impegno concreto nella vita, nella politica, nella cultura, nella comprensione e nel miglioramento di un mondo sempre più caotico ed in continua evoluzione ma sempre più bisognoso di esempi di umanità, rettitudine ed impegno.

 

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Giuseppe Cabizzosu