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Paola
Pilia
L'obiettivo
si allarga sul viso indurito dal sole. La telecamera si sofferma sugli
occhi che hanno visto scorrere davanti a se quasi un secolo di vita. Il
microfono cattura le voci non più ferme che raccontano la guerra, la
povertà, gli altri tempi. E' Ulassai che cerca se stessa attraverso le
parole dei suoi vecchi, con l'interessante progetto denominato Videoteca
della memoria. L'iniziativa è solo una delle tante intraprese
dall'associazione culturale "sa perda e su entu", tre anni di vita
appena, ma con all'attivo un buon numero di progetti tutti rivolti
all'unico e ambizioso obiettivo della salvaguardia della memoria storica
del paese. Così mentre prosegue l'operazione di recupero e sistemazione
di foto, reperti e testimonianze del passato, si provvede a documentare
il presente attraverso i ricordi degli ulassesi più anziani. Depositari
di un piccolo grande tesoro: il ricordo del tempo che fu. Telecamera e
microfono in mano, come reporter in cerca di scoop, i soci riprendono
gli ultraottantenni che raccontano, rigoro-
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| Anziani
protagonisti ad Ulassai |
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samente in sardo, la propria vita. I video, dopo opportuno
montaggio, entrano a far parte di un archivio che sarà a
disposizione delle nuove generazioni. Perché vedano, sentano,
imparino com'erano e come vivevano i nonni dei loro nonni.
E
sempre all'insegna della salvaguardia della tradizione, in
questo caso di quella della poesia
in limba, il
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presidente de "Sa perda e su entu" Giuseppe
Cabizzosu annuncia la prossima pubblicazione di un nuovo testo.
Dopo il buon successo riscosso dai libri di Antonio Puddu e
Giovanni Loddo, oltre cento copie vendute nella biblioteca del
paese, l'associazione darà alle stampe i versi del poeta Antonio
Pilia. Fieri di essere ulassesi, fieri di abitare in questa
terra.
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