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La scoperta del ciclo del
grano Gli alunni di Ulassai studiano le antiche
tradizioni
l.cu.
ULASSAI. Il ciclo del grano: con questa manifestazione
culturale volta alla rievocazione, in chiave didattica, dell'antica
tradizionale agricola ulassese, l'associazione culturale locale "Sa
perda e su entu" e la biblioteca comunale hanno coinvolto l'intero
plesso scolastico della scuola elementare. Grazie a questa
iniziativa - che ha preso il via il 23 novembre dello scorso anno -
sette classi della scuola elementare (circa 100 alunni) e venti
insegnanti, hanno già partecipato al rito collettivo dell'aratura
dei campi con i buoi aggiogati e l'antico aratro in legno. A questo
ha fatto seguito la tradizionale "semina a spaglio", che è stata
eseguita per intero a mano. «La manifestazione culturale - spiega
Giuseppe Cabizzosu, presidente dell'associazione culturale "Sa perda
e su entu" - rappresenta la prima e importante fase di un'articolata
e completa ricostruzione del ciclo del grano, che stiamo realizzando
quale ricerca, recupero e salvaguardia dell'antica cultura agricola
ulassese e ogliastrina. Ripercorrendo didatticamente l'evoluzione
economica e sociale del nostro paese, che è poi valida per l'intera
isola, si intendono guidare le nuove generazioni alla scoperta della
cultura materiale». Nel corso dell'anno scolastico, gli alunni
delle sette classi della scuola elementare potranno assistere ad
altri eventi importanti relativo al ciclo del grano. «Il
riferimento - prosegue Cabizzosu - è alla mietitura, alla
trebbiatura, alla macina (tutto con i vecchi sistemi), fino alla
confezione del pane e alla cottura nell'antico forno a legna. Alla
fine una grande mostra, che verrà messa a disposizione delle scuole
e delle varie associazioni culturali del territorio che ne faranno
richiesta. «L'obiettivo principale della manifestazione
denominata il ciclo del grano - conclude il presidente
dell'associazione - è quello di rendere consapevoli gli alunni delle
varie evoluzioni sociali, economiche e culturali del nostro
territorio. Tutto ciò facendo riferimento a quelle attività, che
oggi sono pressoché scomparse, ma che fino a pochi anni fa
rappresentavano l'intero orizzonte quotidiano in cui vivevano i
nostri nonni. È oltremodo importante non porre in contrapposizione
la vita moderna e quella del passato: è invece giunto accostarsi con
un approccio evolutivo».
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