|
ULASSAI. Ichnussa,
ovvero la biblioteca digitale della poesia sarda. Questo è
l’ambizioso progetto che la locale associazione culturale “Sa perda
e su entu”, presieduta da Giuseppe Cabizzosu (che è anche
bibliotecario comunale) sta puntando a portare avanti da qualche
mese a questa parte. «Il progetto Ichnussa - spiega Cabizzosu - si
prefigge lo scopo di creare una vera e propria biblioteca digitale,
contenente tutti i classici della grande poesia in lingua sarda. Un
precedente progetto della nostra associazione, che è stato
denominato Istillas de lentore (gocce di rugiada), in seguito
trasformatosi nel primo concorso ogliastrino di letteratura sarda,
ci ha consentito di acquisire la consapevolezza di quanto la
tradizione poetica in lingua sarda (nonostante la globalizzazione
imperante) sia ancora molto sentita e praticata non solo dagli
anziani, ma anche da un pubblico giovane (seppure in maniera
minore)». Per «Sa perda e su entu” sarebbe quindi estremamente
interessante (soprattutto per i sardi all’estero e per tutti gli
studiosi e gli appassionati) rendere disponibli e fruibili (in modo
gratuito), via Internet, le opere in possesso della stessa
associazione. E qui è nato il progetto di realizzare una grande
biblioteca digitale che, attraverso l’acquisizione digitale, mette a
disposizione (libera e anche gratuita) tutte le opere poetiche in
limba «in quanto patrimonio culturale dell’intera umanità». Altri
progetti similari di acquisizione su supporto informatico e libera
diffusione, sono attivi da diversi anni sia a livello nazionale che
internazionale. «In Sardegna - prosegue Cabizzosu - non ci risulta
esista un progetto simile e riteniamo che sia indispensabile
liberare quell’enorme patrimonio culturale che è rappresentato dalla
poesia in lingua sarda, dai confini angusti cui è stata fino ad oggi
relegata. Il progetto Ichnussa, non ritiene, nella maniera più
assoluta, che il libro elettronico debba o possa superare e
vanificare il tradizionale libro. Tuttavia le possibilità di studio
e di utilizzo dei testi elettronici offrono potenzialità
assolutamente impensabili per il tadizionale supporto cartaceo
(ricerche veloci di termini, analisi lessicologiche e statistiche e
anche altro)». Le opere riversate, dopo una attenta verifica e
correzione, saranno inserite nella bibloteca digitale
dell’associazione culturale ulassese e potranno essere normalmente
consultate tramite la normale connessione a Internet. Il formato di
acquisizione sarà quello tradizionale “Acii”, uno standard
praticamente riconosciuto da tutti i computer, anche dai modelli più
obsoleti. In questo modo, tutti potranno accedervi. (l.cu.)
|