|
|
|
| Ulassai. |
| Gli anziani impegnati in una singolare
lezione |
 |
| Riproposto ai giovani l’antico rito
dell’aratura |
|
Ulassai Il meraviglioso
ciclo del grano, dal seme al pane fragrante che arriva ogni
giorno sulle nostre tavole, è il filo conduttore di una
iniziativa promossa dall’associazione culturale “Sa perda e
su ’entu”, guidata da Giuseppe Cabizzosu, in collaborazione
con alunni e docenti delle scuole elementari. Nel territorio
di Neuletta, un tempo granaio della zona, è stata riproposta
l’aratura con i buoi e un antico aratro di legno. Davanti agli
occhi stupiti dei ragazzini delle scuole, gli anziani del
paese si sono cimentati nelle operazioni di aratura e semina.
Dopo l’aratro di legno è stata la volta dell’aratro in ferro,
segno dell’evoluzione, lenta ma costante, dei mezzi agricoli
fino al trattore. Nella lezione sul campo i grandi
protagonisti sono stati ancora una volta i buoi, guidati
sapientemente nelle operazioni di aratura come in quelle di
erpiciatura per sotterrare il seme del grano sparso poco prima
nei solchi ancora fumanti. L’aratro trainato dai buoi è stato
per secoli l’unico strumento per la semina del grano. I
terreni venivano ripuliti della macchia mediterranea tramite
la roncola e le sterpaglie venivano bruciate senza estirpare i
ciocchi dal terreno che poi veniva arato e seminato. Un
anziano contadino ha riproposto davanti ai ragazzi le
operazioni della semina con il sacchetto del grano legato alla
vita. I semi sono stati sparsi sui solchi aperti con larghi
gesti della mano e poi sotterrati tramite un grande ramo
trascinato dai buoi. Ora l’appuntamento è tra qualche mese
quando il grano già nato verrà ripulito dalle erbacce mediante
la zappatura a mano. Le tappe successive del ciclo antico del
grano saranno la mietitura, la trebbiatura, la macinatura con
una mola antica girata da un asino fino alla panificazione con
la creazione delle forme magiche del pane dalle mani sapienti
delle donne e la cottura nel forno a legna.
Nino Melis
Inserisci
il commento
Preghiamo i nostri lettori di firmare i commenti
indicando nome, cognome e indirizzo di posta
elettronica. Possiamo - su richiesta - omettere le
generalità di chi scrive. La segretezza dei dati è comunque
tutelata a norma di legge. La redazione non pubblicherà
commenti anonimi.
|
|
| |